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TIROCINI EXTRACURRICULARI INIZIANO LE VERIFICHE

Il controllo sulla genuinità dei tirocini è al centro dell’attività di vigilanza dell’Ispettorato nazionale del lavoro per il 2018, con l’obiettivo di evitare che sotto la veste dell’attività formativa si nascondano in realtà dei veri e propri rapporti di lavoro.

Le linee guida regolamentano i tirocini extracurriculari (formativi, di orientamento, di inserimento/reinserimento lavorativo), mentre non trattano – neppure a fini di controlli – i tirocini curriculari: tra i quali, i tirocini per accedere alle professioni ordinistiche, la pratica professionale, i tirocini svolti all’estero o presso un ente sovranazionale e i tirocini per soggetti extracomunitari promossi all’interno delle quote di ingresso.

L’attività di vigilanza punterà a verificare la genuinità dei rapporti formativi, perché lo svolgimento della prestazione lavorativa ha notevoli affinità con i profili di etero-direzione tipici di un rapporto di natura subordinata.

Quindi, se il personale ispettivo riscontra la violazione delle disposizioni regionali o la mancanza dei requisiti tipici del tirocinio, dovrà procedere a riqualificarlo in un rapporto di natura subordinata a tempo indeterminato e a tempo pieno, come previsto dall’articolo 1 del decreto legislativo 81/2015.
L’Ispettorato individua pertanto una serie di violazioni della normativa regionale che possono produrre come conseguenza la trasformazione del tirocinio.

Violazioni:

  • il tirocinante svolge attività elementari e ripetitive che non richiedono un periodo formativo; 
  • il tirocinio è stato attivato con un soggetto che non rientra nelle casistiche regionali, 
  • il tirocinio ha durata inferiore a quella stabilita dalla legge regionale; 
  • il soggetto promotore non ha i requisiti richiesti dalla legge regionale; 
  • manca una convenzione o il piano formativo individuale; 
  • soggetto promotore e soggetto ospitante coincidono; 
  • il tirocinio è attivato per sostituire lavoratori in malattia, in maternità o in ferie; 
  • c’è il solo tirocinante che svolge l’attività d’impresa (ad esempio è l’unico cameriere in un pubblico esercizio);
  • il tirocinante ha già avuto negli ultimi due anni con il soggetto ospitante un rapporto di lavoro subordinato o di collaborazione coordinata e continuativa; 
  • il tirocinante ha già svolto tirocini con l’ospitante; sono stati attivati tirocini oltre il numero massimo consentito dalla legge;
  • il tirocinio è svolto per un numero di ore oltre il 50% rispetto a quelle stabilite dal piano formativo individuale;
  • il tirocinante svolge una attività lavorativa diversa rispetto a quella prevista dal piano formativo;
  • al tirocinante sono corrisposte somme ulteriori e non episodiche rispetto a quelle previste dal piano.

L’uso fraudolento del tirocinio comporterà per le aziende non solo la riqualificazione del rapporto di lavoro ma anche l’applicazione delle sanzioni amministrative su Libro unico del lavoro, prospetto paga e dichiarazione di assunzione, e il recupero dei contributi previdenziali e dei premi assicurativi omessi

Gli ispettori del lavoro potranno anche applicare la diffida accertativa per il recupero del credito retributivo, al netto dell’indennità di partecipazione percepita dal tirocinante. Infine, il superamento della durata massima del tirocinio, non essendo coperto dalla comunicazione di assunzione, determinerà la sanzione per lavoro nero, se sono provati gli indici della subordinazione.

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