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MEDICI, FARMACISTI E ALTRI SOGGETTI SISTEMA TESSARA SANITARIA FATTURAZIONE ELETTRONICA : alcuni aspetti circa la possibile esclusione dall’obbligo

I soggetti che trasmettono i dati al Sistema Tessera Sanitaria non sono obbligati all’emissione della fattura in formato elettronico e possono continuare ad utilizzare la modalità cartacea. È quanto si legge in una norma inserita nel decreto fiscale nel corso dell’iter di conversione.

La nuova previsione, all’apparenza semplice, nasconde tuttavia alcune insidie e problemi applicativi che è opportuno evidenziare da subito per non trovarci impreparati.

Tutto nasce da una apparente semplificazione introdotta nel decreto fiscale, molto probabilmente dettata anche dai ben noti problemi di privacy, ma che ha effetti del tutto inaspettati e, per certi versi, abbastanza problematici.

Proviamo a comprendere meglio i termini della questione.

La disposizione, introdotta dal Senato in fase di conversione in legge del D.L. n. 119/2018 (decreto collegato) prevede che, per il periodo d’imposta 2019, i soggetti tenuti all’invio dei dati al Sistema tessera sanitaria, ai fini dell’elaborazione della dichiarazione dei redditi precompilata, sono esonerati dall’obbligo di fatturazione elettronica, con riferimento alle fatture i cui dati sono inviati al Sistema tessera sanitaria.

Sin qui nulla da eccepire: a prima vista sembrerebbe che si sia voluto agevolare la categoria, esentandola, almeno per il primo anno, dalla fatturazione elettronica.

Invece, calando la norma nella realtà quotidiana e, soprattutto, raffrontandola con altre disposizioni che regolano la trasmissione dei dati al Sistema TS, ci si accorge che le complicazioni, le responsabilità e i rischi di sbagliare sono notevolmente aumentati.

In particolare, le maggiori difficoltà si incontrano quando ci si imbatte nei casi di opposizione alla trasmissione dei dati.

Le norme sulla dichiarazione precompilata prevedono che ogni cittadino che abbia compiuto 16 anni di età (in caso contrario, il tutore o rappresentante legale) può decidere di non rendere disponibili all’Agenzia delle Entrate i dati sanitari (o alcuni di essi) e di non farli inserire nella precompilata.

Il cittadino per le spese e i relativi rimborsi del 2018, l’opposizione può essere effettuata seguendo 2 modalità:

– dal 9 febbraio all’8 marzo 2019, accedendo all’area autenticata del sito web dedicato del Sistema Tessera Sanitaria, tramite tessera sanitaria TS-CNS oppure utilizzando le credenziali Fisconline rilasciate dall’Agenzia delle Entrate. Con questa modalità, è possibile consultare l’elenco delle spese sanitarie e selezionare le singole voci per le quali esprimere la propria opposizione all’invio dei relativi dati all’Agenzia delle Entrate per l’elaborazione della dichiarazione precompilata

– fino all’8 febbraio 2019, comunicando direttamente all’Agenzia delle Entrate tipologia (o tipologie) di spesa da escludere, dati anagrafici (nome e cognome, luogo e data di nascita), codice fiscale, numero della tessera sanitaria e relativa data di scadenza.

Ciò avviene nel caso in cui il medico, dentista, struttura sanitaria o altro soggetto obbligato abbia trasmesso i dati al Sistema TS.

Ma c’è anche un’altra modalità di opporsi: prima della trasmissione dei dati.

Infatti, l’opposizione può manifestata anche con le seguenti modalità:

  1. nel caso di scontrino parlante, non comunicando al soggetto che emette lo scontrino il codice fiscale riportato sulla tessera sanitaria;
  2. negli altri casi chiedendo verbalmente al medico della struttura sanitaria o al professionista l’annotazione dell’opposizione sul documento fiscale. L’informazione di tale opposizione deve essere conservata anche dal medico/struttura sanitaria.

Ed è proprio in questi casi che sorgono i maggiori problemi.

Come comportarsi se il cliente/paziente comunica al soggetto (medico, professionista, struttura sanitaria, etc.) la sua opposizione alla trasmissione dei dati?

Sicuramente, l’operazione non dovrebbe rientrare nell’esonero dall’emissione della fattura elettronica.

Pertanto, il medico o altro soggetto obbligato dovrebbe:

– emettere (e trasmettere al Sistema di Interscambio) una fattura elettronica;

– rilasciare al cliente una copia cartacea, proforma;

– avvisare il cliente che la fattura è depositata nel sito Fatture e corrispettivi dell’Agenzia delle Entrate, dove può visualizzarla e scaricarla.

Ed ecco che sorge il primo problema: supposto che l’esonero è stato previsto anche (e soprattutto) per i problemi di privacy, con la trasmissione della fattura al Sistema di Interscambio, i dati (sensibili) sui quali il cittadino ha esercitato l’opposizione arriverebbero ugualmente nelle mani dell’Agenzia delle Entrate, vanificando l’opposizione stessa.

Sul punto attendiamo chiarimenti in merito, nel frattempo va tenuto in considerazione l’esistenza del problema e si consiglia di informare il paziente.

Per quanto riguarda i medici di base, nei rapporti con l’Azienda Sanitaria, dovrebbero valere ancora le istruzioni fornite dall’Agenzia delle Entrate con circolare n. 98/E del 25/11/2015 dalla quale di desume che l’obbligo di emissione della fattura elettronica sarà assolto dall’Azienda Sanitaria.

Resta in capo al medico l’obbligo di emettere fattura elettronica in tutti i casi esclusi dal sistema Tessera Sanitaria e comunque resta la gestione digitale delle fatture di acquisto.

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