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FATTURAZIONE ELETTRONICA : differenze tra fatture PA e fatture B2B o B2C

Sebbene entrambe le fattispecie rientrino nell’alveo della fatturazione elettronica, continuano e continueranno a permanere alcune differenze sostanziali tra le fatture elettroniche verso la pubblica Amministrazione, e le fatture emesse nei confronti di altri soggetti privati, il cui obbligo generalizzato scatterà dal 1° gennaio 2019.

Non deve essere fatta confusione tra codice univoco e codice destinatario.

Il codice univoco, composto da 6 caratteri, deve essere indicato sulle fatture PA e identifica l’ufficio della pubblica Amministrazione; qualora l’ufficio acquirente non disponga di uno specifico codice, allora va indicato il codice dell’ufficio centrale (“999999”).

Diversamente, il codice destinatario, composto da 7 caratteri, riguarda le fatture B2B o B2C, emesse quindi verso altri soggetti privati. Qualora il cliente non abbia comunicato alcun codice destinatario ovvero abbia comunicato quale indirizzo telematico un indirizzo PEC, il campo dedicato al codice destinatario va comunque compilato con l’indicazione di 7 zeri (“0000000”).

Se, invece, il cliente è un soggetto Ue o extra-Ue, ma si decide di procedere comunque all’invio della fattura elettronica, magari per evitare la trasmissione dell’esterometro, il codice da indicare è “XXXXXXX”.

Altra differenza attiene alla firma digitale da apporre sulle fatture. Per quanto riguarda le fatture PA, la firma è obbligatoria, mentre con riferimento alle fatture B2B o B2C la firma è solo facoltativa.

Va, anche, fatta però chiarezza su un aspetto pratico operativo di rilevante importanza, attinente all’eventuale obbligo di annotare separatamente le fatture PA dalle fatture elettroniche verso privati, con conseguente numerazione progressiva distinta.

Si dovrebbe ritenere che le fatture elettroniche, siano esse PA oppure B2B o B2C, possano essere annotate in un unico sezionale e numerate progressivamente con unica serie numerica.

Ciò si desume anche da una delle FAQ dell’Agenzia delle entrate, che, “superando” il contenuto della circolare 36/E, ha sancito:

  • la piena equiparazione tra fattura analogica ed elettronica, non dovendo i contribuenti adottare registri sezionali/sotto sezionali ai fini della registrazione, nonché, la possibilità di proseguire ininterrottamente la numerazione delle fatture elettroniche e di quelle analogiche.
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