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I rischi dell’esterovestizione societaria

Con la presente si vuole segnalare alla spettabile clientela che, qualche nostro cliente è stato contattato da soggetti definitisi consulenti per la pianificazione fiscale, promettendo il risparmio di imposte mediante trasferimento della sede o costituzione di società in paesi a fiscalità privilegiata.

A tale proposito si vogliono segnalare i rischi anche con profili penali ai quali determinati comportamenti conducono.

Con specifico riferimento ai profili penali tributari dell’esterovestizione societaria,  recentemente si è espressa la suprema Corte di cassazione, Sezione 3 penale, con la sentenza n. 39678/2018 del 04.09.2018, nella quale i giudici hanno:

  • tracciato, sotto il profilo giuridico, gli elementi sostanziali che caratterizzano l’esterovestizione societaria;
  • confermato le argomentazioni espresse dal giudice di merito, che aveva sancito la responsabilità penale del soggetto passivo per omessa dichiarazione, sanzionata dall’articolo 5 D.Lgs. 74/2000.

In sentenza si legge che la finalità delle norme emanate in tema di esterovestizione è quella di contrastare quei fenomeni di fittizia localizzazione all’estero della residenza fiscaleivi posizionando la sede legale onde creare un’apparenza di residenza fiscale nello Stato estero ma conservando, nella sostanza in Italia, in modo occulto e non trasparente, il centro amministrativo, decisionale ed operativo della società”.

Per la Corte di cassazione (sentenza n. 3604 del 16.06.1984), la «sede effettiva» delle persone giuridiche (che identifica il paese dove le imposte devono essere pagate) è il luogo ove hanno concreto svolgimento le attività amministrative e di direzione dell’ente e si convocano le assemblee, e cioè il luogo deputato, o stabilmente utilizzato, per l’accentramento, nei rapporti interni e con i terzi, degli organi e degli uffici societari in vista del compimento degli affari e della propulsione dell’attività dell’ente.

La sede effettiva non coincide con il luogo in cui si trova un recapito della persona giuridica, ma si identifica con il luogo dove si svolge la preminente attività direttiva ed amministrativa dell’impresa (cfr. Corte di Cassazione sentenza n. 2515/1976, n. 2472/1981 e n. 3910/1988).

Infine, la giurisprudenza di legittimità (Corte di cassazione, sentenza n. 3028 del 13.10.1972), ha sottolineato che la sede effettiva di una persona giuridica non è semplicemente il luogo ove si trovano i suoi beni, i suoi stabilimenti e dove si svolge l’attività produttiva, ma quello in cui abbiano effettivo svolgimento anche l’attività amministrativa e direzionale, ove cioè risieda il suo legale rappresentante, i suoi amministratori e dove sono convocate le assemblee societarie.

Ragion per cui, per non incorre in contestazioni da parte del fisco, con rilievi sanzionatori pesanti  il trasferimento della attività all’estero o la costituzione di società in tali paesi, particolarmente se a fiscalità privilegiata deve essere effettiva e completa e riguardare tutti gli aspetti della gestione societaria, ma soprattutto assistita da professionisti competenti.

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