operazioniintracomunitarieiva

Nuove regole per le cessioni intraUe dal 1°Gennaio 2020

Le nuove regole sulla prova del trasferimento dei beni nelle cessioni intraUe entrano in vigore il primo gennaio 2020. Essendo prevista da un regolamento, non occorre recepire la disciplina, la quale può considerarsi direttamente applicabile dalla data prevista, con effetto sia nei confronti degli Stati che dei singoli.

Quelli che fino ad oggi erano stati qualificati dalla Corte di giustizia Ue come requisiti formali, la cui mancanza non poteva mettere in discussione il diritto alla non imponibilità dell’operazione, sono dal 1° gennaio 2020 definiti dal legislatore Europeo come elementi sostanziali e sono:

  • identificativo Iva del soggetto acquirente;
  • corretto invio degli elenchi riepilogativi.

Ebbene, dal prossimo 1° gennaio 2020, con l’entrata in vigore della citata direttiva 2018/1910/Ue, l’articolo 138 è stato modificato, qualificando come requisito sostanziale e non più meramente formale la sussistenza e l’indicazione del codice identificativo Iva dell’acquirente, richiesto e validato dal sistema elettronico di scambio di dati sull’Iva, Vies, prima della realizzazione dell’operazione non imponibile.

Ed inoltre:
affinché operi la presunzione di trasferimento intracomunitario, il venditore che trasporta o spedisce i beni deve avere due documenti pertinenti rilasciati da parti indipendenti per esempio:
documento di trasporto,
Cmr firmata,
polizza di carico,
fattura di trasporto aereo,
fattura dello spedizioniere.

In alternativa, serve uno dei documenti di cui sopra in abbinamento con polizza assicurativa del carico o documenti bancari del pagamento del trasporto/spedizione (la combinazione più frequente per i trasporti su gomma sarà quindi: Cmr firmata più contabile di pagamento del trasporto) oppure con documenti ufficiali di pubbliche autorità dello Stato d’arrivo o con la ricevuta di un depositario per il deposito dei beni in detto Stato.

Quando è l’acquirente che trasporta o spedisce i beni, valgono le regole dei punti precedenti, ma occorre anche una dichiarazione del cessionario.

Quando è il cliente a occuparsi del trasporto (tipicamente nelle vendite franco fabbrica), oltre agli altri documenti previsti, deve disporre anche di una dichiarazione scritta del cessionario. Tale “certificazione” va fornita al venditore entro il decimo giorno del mese successivo alla cessione e deve attestare il fatto che i beni sono stati trasportati/spediti nell’altro Stato Ue. Dev’essere datata e riportare nome e indirizzo dello stesso acquirente, oltre che la quantità e la natura dei beni.

Per facilitare l’adempimento dell’acquirente, potrebbe essere il venditore a predisporre direttamente il “format” in questione, eventualmente allegandolo alla fattura oppure ai documenti di trasporto comunque emessi, così da ridurre al minimo le incombenze del cessionario.

Appare opportuno completare la dichiarazione con i riferimenti della fattura, qualora questa, come normalmente accade, sia stata già emessa al momento dell’arrivo dei beni a destino.

Un aspetto da chiarire concerne l’identificazione della persona che accetta i beni per conto dell’acquirente. Alla lettera, sembrerebbe richiesta l’individuazione nominativa di chi materialmente si occupa della ricezione della merce. Se così fosse, si porrebbero non pochi problemi, soprattutto per le imprese di maggiori dimensioni con un rilevante numero di addetti alla logistica in entrata.

Posted in News Circolari e Pubblicazioni.

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>