img-lavoro-fisco-diritto-economia-professionisti

Superbonus: labirinto di adempimenti

I passaggi da seguire, indicati nel decreto attuativo del superbonus, almeno quelli di maggior rilievo, sono elencati all’articolo 6 del decreto.

Sono otto e fanno capire come lo sconto sia rivolto alle grandi operazioni piuttosto che ai piccoli interventi. Basta pensare che per lo sconto del 50% sulle ristrutturazioni semplici gli unici adempimenti da tenere a mente sono eseguire i pagamenti tramite bonifici ad hoc e conservare le fatture.

Tutt’altra questione per il superbonus 110%, l’articolo sei traccia la linea degli adempimenti.

Il primo passo è depositare in Comune, in doppia copia, la “relazione tecnica di progetto” capace di attestare che l’intervento risponde alle prescrizioni per il contenimento del consumo di energia degli edifici e dei relativi impianti termici, contestualmente alla dichiarazione di inizio dei lavori.

In secondo luogo bisogna anche garantire attraverso “l’asseverazione” di un tecnico abilitato che l’intervento risponde a tutti i requisiti previsti dal decreto e dai suoi allegati.

La terza prescrizione riguarda la necessità di dotarsi di un attestato di prestazione energetica.

Quarto: “acquisire ove previsto, la certificazione del fornitore delle valvole termostatiche a bassa inerzia termica”.

Quinto: si arriva finalmente al pagamento, che anche in questo caso deve avvenire tramite bonifico “parlante”, riportando numero e data della fattura, causale del versamento, oltre ai codici fiscali del beneficiario della detrazione e del pagamento. Nel caso di interventi su parti comuni degli edifici va conservata anche la copia della delibera assembleare e della tabella millesimale di ripartizione delle spese.

Sesto: una volta pagato bisogna occuparsi di informare l’Enea di quello che si è fatto, inviando entro 90 giorni tutti i dati dell’intervento, attraverso il portale messo a disposizione dall’ente, senza dimenticarsi di acquisire la “ricevuta informatica”.

Sempre all’Enea, settimo adempimento, va trasmessa anche l’asseverazione tecnica del rispetto dei requisiti previsti dal decreto oltre alla dichiarazione della congruità delle spese sostenute rispetto agli interventi agevolati.

L’ottavo passaggio è conservare tutti i documenti così acquisiti per essere pronti ad esibirli “su richiesta dell’Agenzia delle Entrate o di Enea”.

L’interesse per la manovra resta altissimo. Ma sembra difficile che, per come è stato disegnato, questo bonus sia alla portata di tutti. Più probabile che venga utilizzato per portare a termine operazioni di retrofitting di ampia portata.

Poi, bisogna fare i conti con il puzzle dei tetti di spesa che rendono difficile comprendere da subito se gli interventi immaginati a botta calda dai proprietari possono davvero essere realizzati a costo zero con il meccanismo della cessione dei crediti. Alla fine i dubbi aumentano insieme alle regole che vengono via via licenziate e alle pagine dei giornali dedicate a tentare di districare tutti i possibili casi pratici e le difficoltà applicative nascoste dietro lo slogan dei lavori a costo zero.

I contenuti delle asseverazioni

Con l’asseverazione viene garantita anche la congruità delle spese sostenute per realizzare gli interventi. In sostanza, si tratta di una ulteriore asseverazione conclusiva.

Una prima asseverazione è infatti richiesta dall’articolo 8 del Dlgs 192/05: in questo caso è il direttore dei lavori che chiude le attività di riqualificazione energetica. E deve asseverare, contestualmente alla dichiarazione di fine lavori:

  1. la conformità delle opere realizzate rispetto al progetto, alle sue eventuali varianti ed alla relazione tecnica presentata in fase progettuale come previsto da Legge 10/91;
  2. l’attestato di qualificazione energetica dell’edificio come realizzato.

Questa è una prima asseverazione, con cui si attesta il rispetto della legislazione in campo energetico, e si garantisce la conformità di quanto realizzato a quanto progettato e autorizzato. È un atto fondamentale per la fruizione delle detrazioni: la dichiarazione di fine lavori, che garantisce la chiusura delle operazioni e quindi il diritto a bonus e incentivi, è inefficace se l’asseverazione non viene fatta.

La seconda asseverazione, introdotta dal Decreto Rilancio, è invece fatta da un “tecnico abilitato” a progettare edifici e impianti nell’ambito delle competenze attribuite dalla legislazione vigente. Questa asseverazione non è in realtà limitata alla sola conclusione dei lavori deve essere trasmessa ad ogni stato avanzamento degli stessi per il quale sia emessa dal fornitore una fattura “generatrice” di un credito di imposta.

L’asseverazione è compilata online nel portale informatico Enea dedicato e, se relativa alla conclusione dell’intervento di riqualificazione, è trasmessa entro 90 giorni dal termine dei lavori.

I nuovi modelli

I modelli previsti dal Decreto Asseverazioni sono pertanto due, uno per gli stati avanzamento lavori (al massimo due, con un importo minimo ben preciso rispetto all’ammontare dell’appalto) e uno per la fine lavori.

In entrambi i casi, si asseverano una serie di dati utili al soggetto incaricato di effettuare i controlli (l’Enea) per verificare la presenza dei requisiti tecnici e quella dei requisiti oggettivi relativi al tipo di intervento eseguito e alle caratteristiche dell’edificio.

Oltre alle informazioni termotecniche e geometriche, sono anche riportati i dati economici di costo delle varie lavorazioni, in modo da rendere immediatamente valutabile la congruità dei prezzi rispetto ai riferimenti individuati dal legislatore (prezziari regionali o territoriali, prezziari DEI, prezzi di mercato o i riferimenti riportati del Decreto Requisiti Ecobonus).

Le informazioni saranno oggetto di una serie di controlli anche automatizzati effettuati direttamente sul portale. Enea trasmetterà poi con cadenza bimestrale tutte le risultanze dei controlli al Mise. Da qui, se verranno riconosciuti gli estremi per procedere con la contestazione, le carte passeranno all’Agenzia delle Entrate, cui spetterà l’attuazione delle attività per la decadenza dal beneficio.

Posted in News Circolari e Pubblicazioni.

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>