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Contratti a termine senza causale fino a marzo

La “sospensione del decreto Dignità” prosegue fino al 31 marzo, comma 279 della legge di Bilancio 2021 (legge 178/2020).

La norma consente di non indicare la causale, nei casi in cui questo obbligo sarebbe esistente (rinnovo del contratto, oppure proroga che determina il superamento della durata massima di 12 mesi), ai rapporti di lavoro a tempo determinato, tanto diretti quanto in regime di somministrazione.

Tale facoltà è consentita per una sola volta: questo vuol dire che anche con la modifica della scadenza del regime agevolato dal 31 dicembre al 31 marzo, chi ha già fruito di una proroga o di un rinnovo acausale non può nuovamente farvi ricorso.

Un’altra condizione prevista dalla legge è che la proroga o il rinnovo abbiano una durata massima di 12 mesi (fermo restando che il rapporto nel suo complesso, sommati gli altri periodi, non può superare i 24 mesi).

Una terza condizione prevista per accedere al regime acausale è che l’atto di rinnovo o di proroga siano sottoscritti entro la data di scadenza del regime stesso, quindi l’accordo deve essere firmato entro il 31 marzo 2021.

Va ricordato che la proroga sottoscritta facendo ricorso a tale regime non si computa, nel caso della somministrazione, ai fini del raggiungimento del numero massimo di proroghe ammesse.

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