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E-commerce e Iva, due opzioni dal 1° luglio

Superati i 10mila euro l’imposta è dovuta nello Stato d’arrivo dei beni. Il cambiamento riguarda anche i contribuenti nel regime forfettario.

Dal primo luglio chi vende a privati con modalità e-commerce in altri paesi Ue intervenendo nel trasporto (come prevede la disciplina per le vendite a distanza), deve infatti considerare che, superata la soglia unica, netto Iva, di 10mila euro, l’Iva è dovuta nello Stato d’arrivo dei beni.

Il nuovo limite va calcolato sommando le vendite effettuate in tutti i paesi Ue (non ci sono più soglie per singolo Paese) ed è dunque facile superarlo. Quando ciò avviene, ci sono due vie:

1) il soggetto s’identifica ai fini Iva (o nomina un rappresentante fiscale) in ogni singolo Stato membro in cui esegue le vendite al fine d’applicare l’Iva locale con le relative regole;

2) aderisce al regime Oss che consente di applicare l’imposta dell’altro Stato senza dovervi aprire una posizione Iva (identificazione o adesione all’Oss sono possibili anche se non si supera la soglia).

Peraltro, il regime speciale non prevede l’emissione di fattura che, se è emessa, segue le regole dello Stato in cui si aderisce al regime. L’imposta sulle vendite in ogni Paese Ue con le rispettive aliquote, sarà dichiarata e versata trimestralmente all’Erario nazionale per essere ripartita fra i vari Stati.

Nel calcolo dei 10mila euro, oltre alle vendite a distanza intra-Ue, entrano anche i servizi Tte (verso privati comunitari), ma non le vendite a distanza interne né gli altri servizi B2C.

La tassazione a destino non scatta se il limite non è stato superato nell’anno precedente e fintanto che non è superato in quello in corso. A oggi non è stato detto se occorra riferirsi alle vendite 2020 e a quelle dei primi sei mesi del 2021.

Attenzione, però: se l’operatore ha aperto una posizione Iva per spostare beni in un deposito di un altro Stato Ue ai fini di successive cessioni “in loco”, le novità in arrivo non incidono, visto che riguardano le vendite a distanza intra-Ue con trasferimento da uno Stato all’altro e non quelle di beni già ubicati in altro Stato.

Le regole riguardano anche i forfettari, in mancanza di esclusioni di legge (peraltro di dubbia compatibilità comunitaria). Pertanto, se il forfettario effettua vendite a distanza intra-Ue “oltre soglia”, dovrà scegliere se aderire all’Oss o acquisire la partita Iva di ogni Stato membro in cui esegue le vendite. Fino a 10mila euro, invece, tali vendite avvengono senza applicazione dell’imposta al pari delle normali cessioni interne.

Si invitano i signori clienti che effettuano vendite a distanza in paesi Ue di mettersi in contatto con lo studio per concordare l’operatività futura.

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